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L' Osteopatia 

L’osteopatia si avvale di tecniche manuali specifiche, mirate al ripristino delle funzionalità del corpo attraverso un approccio naturale e personalizzato. A Torino, le tecniche osteopatiche vengono applicate in base al tipo di disfunzione e possono essere suddivise in quattro principali aree di intervento:

Osteopatia strutturale

È un approccio che si concentra sulla struttura muscolo-scheletrica del corpo. Attraverso movimenti mirati, posizionamenti specifici e tecniche manuali. Si lavora per migliorare la mobilità articolare e stimolare il naturale processo di autoguarigione del corpo. È una tecnica sicura, non invasiva e generalmente indolore.​

Osteoptia viscerale

È un approccio che si concentra sugli organi interni (visceri) dell’area addominale e toracica, che si muovono in modo naturale grazie all’azione del diaframma e alle loro proprietà di mobilità e motilità. Attraverso manipolazioni dolci ma profonde, si rilasciano tensioni che limitano questi movimenti, favorendo così una migliore funzione degli organi e l’equilibrio del tessuto connettivo che li sostiene.​

Osteopatia Fasciale

 E' un approccio che si rivolge alle fasce connettivali, sottili membrane che avvolgono e collegano ogni struttura del corpo: muscoli, ossa, organi e nervi. Attraverso tecniche manuali mirate e delicate, si riducono tensioni e aderenze, migliorando la mobilità dei tessuti, la circolazione e la funzione muscolare. Questo tipo di trattamento aiuta a ristabilire l’equilibrio globale del corpo, favorendone l'autoregolazione.

Osteopatia
Cranio-Sacrale

E' un approccio che si rivolge alle fasce connettivali, sottili membrane che avvolgono e collegano ogni struttura del corpo: muscoli, ossa, organi e nervi. Attraverso tecniche manuali mirate e delicate, si riducono tensioni e aderenze, migliorando la mobilità dei tessuti, la circolazione e la funzione muscolare. Questo tipo di trattamento aiuta a ristabilire l’equilibrio globale del corpo, favorendone l'autoregolazione.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale numero 39 del 16 febbraio 2024 del decreto 1563 si conclude l’iter avviato con la legge 3/2018 – la cosiddetta legge Lorenzin – che aveva istituito, anche tramite il successivo Dpr 131 del 7 luglio 2021, l’osteopatia come professione sanitaria. Dopo sei anni si è arrivati a definire l’ordinamento didattico del corso di laurea in osteopatia tramite il decreto interministeriale (1563 del 1° dicembre 2023), firmato dai ministeri dell’Università e della Ricerca e della Salute, che aggiorna gli obiettivi formativi qualificanti della classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione (L/SNT/4).

 

La nuova norma specifica che «nell’ambito della professione sanitaria dell’osteopata, il laureato è quel professionista sanitario che svolge interventi di prevenzione e mantenimento della salute attraverso il trattamento osteopatico di disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie nell’ambito dell’apparato muscolo scheletrico». Nel dettaglio, chi conseguirà il titolo accademico in osteopatia potrà pianificare «il trattamento selezionando approcci e tecniche esclusivamente manuali, non invasive, ed esterne, adeguate al paziente», eseguendole «in sicurezza e nel rispetto della dignità e della sensibilità del paziente», valutandone «gli esiti».

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